Biennale Architettura 2018 Brasile

Giada Graziani alla Biennale di Architettura 2018

Qualche settimana fa ho visitato la Biennale di Architettura 2018 a Venezia. Un evento molto importante che richiama tantissime persone da tutto il mondo.

Cos’è la Biennale di Architettura?

Biennale Architettura 2018 Arsenale

La “Biennale” è una mostra internazionale di architettura che si sviluppa nei Giardini della Biennale e si estende poi all’Arsenale nella città della Laguna.

La location gioca un ruolo fondamentale nella buona riuscita dell’evento. Venezia infatti è bella in qualsiasi stagione e non è un caso che da 16 edizioni la mostra abbia sede proprio qui.

La rassegna ha l’obiettivo di promuovere in ogni cittadino il “desiderio” di architettura, perchè senza di essa siamo tutti più poveri.

E a giudicare dagli oltre 275mila visitatori di questa edizione (+6% rispetto al 2016), l’obiettivo è stato raggiunto.

Il tema della Biennale di Architettura 2018

Ogni edizione della mostra ha un tema diverso. Il tema di quest’anno era denominato “Free Space”, ovvero la capacità dell’architettura di donare nuovi spazi liberi.

Un’architettura che enfatizza i doni elargiti dalla natura: la luce, il sole ed il chiaro di luna; l’aria, la forza di gravità; i materiali, le risorse naturali ed artificiali.

Biennale Architettura 2018 Svizzera

I lati positivi (e negativi) della Biennale di Architettura 2018

Alla mostra di quest’anno hanno partecipato 63 paesi, ognuno con il suo padiglione. Se ve li raccontassi tutti, non basterebbe un articolo solo. Per questo ho voluto selezionare i padiglioni più interessanti ed assegnare 9 premi speciali.

  • Premio “STRANEZZA” – Padiglione SVIZZERA: Rappresenta la più semplice delle architetture, quella a cui ognuno di noi è più legato a livello affettivo: la casa. Una casa strana con diverse dimensioni, dalla casa mignon, alla casa gigante.
  • Premio “STORICO” – Padiglione RUSSIA: Il padiglione è una grande stazione ferroviaria che si divide in 5 sezioni che rappresentano: La rete ferroviaria dell’immenso territorio russo; I progetti più o meno recenti per le stazioni ferroviarie; Lo sviluppo di uno dei piazzali del capolinea della stazione di Mosca; La cripta della memoria contenente tutti gli oggetti smarriti e le loro storie; Il film del viaggio in treno da Mosca a Vladivostok.
  • Premio “STILE” – Padiglione GRECIA: Quì sono riprodotti i modellini di 56 sedi di istituzioni universitarie, selezionate senza limitazioni di epoca né luogo, comprendendo anche progetti non realizzati. Il tutto in un layout davvero particolare.
  • Premio “DIVERTIMENTO” – Padiglioni AUSTRIA / GERMANIA / KOSOVO: La presenza degli specchi ai bordi dei padiglioni, amplifica la realtà e rende tutto più divertente!
  • Premio “GEOGRAFIA” – Padiglione BRASILE: Le varie cartine geografiche esposte dell’immenso territorio carioca, vogliono mostrare i muri naturali ed artificiali del paese e dar modo al visitatore di infrangere i confini materiali ed immateriali.
  • Premio “RICORDI D’INFANZIA” – Padiglione ROMANIA: Qui possiamo trovare vari giochi, addirittura le altalene. A pari merito all’Arsenale troviamo l’installazione dell’architetto e docente dell’accademia di architettura di Mendrisio, Riccardo Blumer che con sette macchine crea delle pellicole di sapone che ricordano le intramontabili bolle.
  • Premio “CONFUSIONE” – Padiglione EGITTO: Si affronta il tema della riqualificazione strategica degli spazi commerciali spontanei. Il tutto è rappresentato da un insieme di oggetti disordinati che scendono dal soffitto.
  • Premio “EMOZIONI” – Padiglione PAESI NORDICI: Il padiglione che mi ha emozionato di più, ha offerto l’opportunità di ripensare al rapporto tra i nostri edifici e l’ecologia.
  • Premio “DELUSIONE” – Padiglione GRAN BRETAGNA: Non vi è nulla di più di un ponteggio che porta ad una terrazza dalla quale però si può godere di una stupenda vista su Venezia e la laguna.

La galleria fotografica della Biennale 2018

Biennale 2018 – Il resoconto finale

La Biennale di Architettura, come sempre, unisce o divide e non lascia spazio a giudizi intermedi.

A un primo impatto sono rimasta perplessa in quanto ciò che ho visto è stato diverso da ciò che mi aspettavo.

Tutti noi siamo abituati a pensare all’architettura solo come edifici, siano essi case, ville o palazzi. Ebbene alla “Biennale” non erano presenti soluzioni architettoniche o grandi rappresentazioni di edifici, come in questa concezione più classica dell’architettura.

Bensì ho trovato idee e rappresentazioni ben più astratte che ho apprezzato meglio solo ora che ho ri-analizzato tutta la mia visita passo dopo passo.

Avvicinare l’architettura ad ogni cittadino, attraverso idee calde, avvolgenti e meno rigide di un progetto architettonico sembra essere la strada corretta.

Biennale Architettura 2018 Scritta

Hai mai visitato la Biennale? Raccontaci qual è stata la tua esperienza!

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