Recupero acque meteoriche casa

Recupero acque meteoriche: un serbatoio di opportunità per la casa

I sistemi di recupero acque meteoriche permettono di evitare gli sprechi di questa risorsa primaria e di ridurne i costi di approvvigionamento. Perciò, nella progettazione e costruzione di un edificio sostenibile, è un aspetto da valutare con attenzione.

L’acqua è un bene vitale, ma spesso soggetta a dinamiche contrastanti. In alcune parti del mondo è difficile da reperire, in altre è la sua abbondanza a creare problemi. In ogni caso, la gestione attenta delle acque piovane può rappresentare una soluzione pratica e sicura da implementare.

Pensa che oltre 1/3 del consumo medio giornaliero di acqua è destinato a scopi non potabili. Quindi, il recupero e la conservazione di acque meteoriche può trasformarsi in una risorsa rilevante per l’economia famigliare, soprattutto se consideri l’aumento esponenziale del prezzo dell’acqua potabile.

Tuttavia, ogni abitazione presenta dinamiche a sé stanti, e non sempre è fattibile, né economicamente vantaggioso, implementare un sistema di recupero acque meteoriche. Vediamo insieme come funziona, per quali usi risulta efficace e quando conviene adottare questa soluzione di edilizia sostenibile.

Come funziona un impianto di recupero acque meteoriche

Se consideriamo le stime effettuate sulla base dei consumi d’acqua nelle abitazioni civili, circa il 50% del fabbisogno giornaliero potrebbe essere soddisfatto dal recupero acque piovane. Ovvero, una richiesta pro-capite variabile tra i 150 e 200 litri d’acqua al giorno.

Sono stime approssimative, tuttavia è facile intuire che, laddove possibile, il recupero delle acque meteoriche assume una certa rilevanza economica. Senza considerare il positivo impatto ambientale, dovuto alla drastica riduzione dei consumi di risorse idriche disponibili sul pianeta.

Sono 4 gli elementi principali, che compongono di solito un sistema di recupero dell’acqua piovana:

  • superficie di raccolta (tetto);
  • sistema per convogliare l’acqua (grondaie);
  • condotto di drenaggio per condurre l’acqua (tubazioni);
  • contenitore di stoccaggio (serbatoio).

Analizziamoli brevemente, per vedere come avviene il recupero e il trattamento di una risorsa idrica indispensabile, per il fabbisogno di un’abitazione.

La raccolta e distribuzione delle acque piovane

La raccolta e l’utilizzo dell’acqua piovana, avviene tramite serbatoi in polipropilene, o cemento armato, collegati ai pluviali dell’edificio e dotati di appositi sistemi di filtraggio, facili da manutenere.

Di solito, il serbatoio è interrato nel giardino a una profondità tale da impedire che l’acqua si ghiacci, ma esistono anche soluzioni con serbatoi fuori terra. L’importante è che rispondano a requisiti tecnici imprescindibili, come la capacità di resistere agli sbalzi termici, alla corrosione e all’ossidazione.

La portata dei serbatoi destinati alle esigenze idriche di una casa unifamiliare può variare tra i 1800 e i 5000 litri. L’acqua in eccesso è gestita con appositi sistemi a galleggiante, impianti di drenaggio, o sistemi di smaltimento diretto nella fognatura pubblica. Mentre, nel caso l’acqua si esaurisca sono previsti sistemi di reintegro automatico dall’acqua di rete.

Le tubazioni devono essere dotate di filtri, che è possibile installare in più punti, a seconda del progetto. I filtri consentono di separare l’acqua da detriti e sporcizia, per evitare che inficino sul corretto funzionamento dell’impianto e deteriorino la qualità dell’acqua raccolta.

Tramite il sistema di pompaggio l’acqua accumulata viene fatta poi confluire ad apparecchi destinati agli usi previsti dal progetto edilizio. In alcuni sistemi di recupero acque meteoriche, più ecologici e tecnologicamente avanzati, la pompa è collegata all’impianto fotovoltaico, per un perfetto connubio di prestazioni orientate al risparmio energetico.

Nonostante la raccolta e l’utilizzo delle acque meteoriche rappresenti una soluzione utile e virtuosa, non può prescindere dal fornire garanzie di igiene e corretto funzionamento degli impianti. Infatti, l’acqua è sia un bene vitale che un mezzo efficace per il proliferare di agenti patogeni pericolosi per l’uomo.

Dunque, per consentire il prelievo differenziato, in base ai consumi e alle disponibilità di riserve, è necessario progettare edifici con doppio impianto idrico: uno destinato all’acqua potabile e l’altro al recupero e riciclaggio delle acque meteoriche.

Recupero acque meteoriche

Il recupero acque meteoriche nelle abitazioni: destinazioni d’uso

Gli impianti per raccogliere e conservare le acque piovane, provenienti dai pluviali delle abitazioni civili, consentono di avere una fonte d’acqua sempre disponibile.

Prive di cloro e calcare, le acque meteoriche sono ideali per soddisfare in modo ecologico il fabbisogno legato a usi domestici non potabili, come:

  • irrigazione di orti e giardini – rispetto all’acqua potabile del normale impianto idrico, l’assenza di cloro favorisce la flora batterica del terreno e la crescita delle piante;
  • scarico del wc – l’assenza di calcare riduce il rischio di incrostazioni nelle tubature;
  • pulizie di pavimentazioni interne ed esterne – l’acqua senza calcare consente di usare meno detersivo.

È di estrema importanza valutare tutte le possibili cause di contaminazione. In particolare, negli edifici realizzati con materiali e specifiche tecniche di vecchia concezione. Infatti, l’acqua piovana è raccolta in prevalenza dai tetti degli edifici, e questi non devono presentare materiali e metalli pericolosi, come zinco, rame o piombo.

Inoltre, nel caso di tetti verdi, l’acqua raccolta potrebbe avere un colore scuro, tendente al marrone, nonostante l’azione dei filtri. Dunque, non sarà possibile impiegarla in attività di pulizia del bucato, dei pavimenti o, ad esempio, per lavare l’auto.

Normative di riferimento per progettare e installare l’impianto di raccolta acque piovane

In Italia, la normativa nazionale ha recepito il concetto di acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia con il D.L. n.152 del 3 aprile 2006: Norme in materia ambientale.

Tuttavia, per ottenere questa risorsa d’acqua a costo zero, è necessario seguire le linee guida, per l’installazione di un impianto normalizzato secondo la specifica tecnica UNI/TS 11445. Il documento operativo basato sulla normativa europea DIN 1989-1/2002, che integra e contestualizza le disposizioni in materia di progettazione e gestione del ciclo dell’acqua nel processo edilizio.

Inoltre, al fine di sottolineare la rilevanza di un sistema di recupero acque, dobbiamo considerare che la legge 244/2007, articolo 2, comma 288, sottolinea che: il rilascio del permesso di costruire è subordinato alla certificazione energetica dell’edificio, nonché alle caratteristiche strutturali dell’immobile, finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche.

Conviene installare un impianto per il recupero acque meteoriche?

Alla luce di quanto abbiamo visto finora, è palese che un impianto di recupero delle acque piovane offra vantaggi economici non indifferenti. Tuttavia, è necessario considerare, a fronte di un investimento iniziale importante, se sia sempre una soluzione conveniente.

Lo studio condotto dal CIR (Centro Internazionale di Ricerca olandese), ritiene conveniente il recupero di acque meteoriche solo se le precipitazioni medie sono comprese tra i 100 e i 500 mm annui.

Tuttavia, si tratta anche di una questione etica e di coscienza ecologica. Tra l’altro esistono sistemi, non particolarmente costosi, che consentono di recuperare le acque piovane solo per l’irrigazione del giardino, senza inficiare troppo sul bilancio complessivo del progetto edilizio. Quindi, se vogliamo entrare nell’ottica dell’edilizia sostenibile e ridurre l’impatto ambientale, un sistema di recupero acque è una soluzione efficace e sicura.

In conclusione, possiamo dire che i costi per realizzare un impianto di recupero acque piovane sono ammortizzabili in un periodo variabile tra i 5 e i 20 anni. Una stima indicativa, che dipende dalla soluzione adottata e dalla zona in cui si trova l’abitazione.

Recupero acque meteoriche: progettare e costruire sostenibile

Le risorse idriche e le fonti di energia non sono infinite. Questa consapevolezza dovrebbe indurci a progettare e costruire abitazioni più efficienti. Dobbiamo implementare soluzioni che ci permettano di aumentare il comfort abitativo e tutelare l’ambiente in cui viviamo.

I sistemi di ventilazione meccanica controllata, l’uso di materiali ecologici, così come l’impiego di pannelli fotovoltaici, sono esempi virtuosi di una filosofia costruttiva votata all’edilizia sostenibile.

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